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In ricordo di Oscar Luigi Scalfaro

Il nostro Amico OSCAR LUIGI SCALFARO, Senatore a vita ed  Emerito Presidente della nostra Repubblica (il 9^ per l’esattezza) pochi giorni fa (29 gennaio, n.d.r.) è partito per un viaggio senza ritorno…

L’ho chiamato “nostro Amico” perché lo è stato  nella profondità  sensibilità e intensità dei sentimenti di amicizia e affetto per  i Sordi Italiani per i quali, durante il suo lunghissimo e ininterrotto mandato istituzionale ha profuso un grande impegno che vanta pochi eguali nella storia della nostra Repubblica.  Ricordarlo per ciò che è stato, aiuterà le nuove generazioni a conoscere l’Uomo  che sin dal lontano 1946 ha dato il meglio di sé per l’Italia e la sua Costituzione.

Era nato a Novara il 9 settembre 1918,  anno in cui il nostro paese usciva affranto dalla 1^ guerra mondiale, laureato in Giurisprudenza, a soli 27 anni viene eletto Deputato all’Assemblea Costituente il 2 Giugno 1946 nelle liste della Democrazia Cristiana, carica che mantenne puntualmente rieletto ininterrottamente, fino al 1992.

I sordi della mia generazione e ancora prima, lo conoscono bene, hanno toccato con mano il suo animo, la sua passione, e il suo impegno politico per i più deboli, tant’è che La Settimana del Sordo di quel lontano maggio ’92 scrisse dell’incredibile entusiasmo che suscitò nei sordi italiani la notizia della sua elezione a Presidente della Repubblica, un entusiasmo più che comprensibile perché Scalfaro, grande amico dell’Ens nella persona del dr. Cesare Magarotto (1917-2006) dirigente dell’allora Democrazia Cristiana, con il quale elaborò e portò a compimento una serie di iniziative politiche a favore dei sordi partecipando a numerosi incontri/riunioni dell’Ens,  a convegni e conferenze, visitando le scuole professionali per i sordi, facendosi sempre e comunque portavoce presso il Governo e il Parlamento della difficile realtà che vivevano i sordi di allora.

Scalfaro infatti conobbe questa realtà nell’anno di grazia 1946 prima attraverso uno scambio epistolare con  Giovanni De Carlis (1901-1979), uno dei 10 promotori/fondatori dell’Ens, pure lui novarese doc, che riuscì a “portarlo” nella sede sociale Ens di Novara per fargli conoscere dal vivo i sordomuti del tempo.

Scalfaro insieme a  Alcide De Gasperi (1881-1954), Umberto Elia Terracini (1895-1983),  Emilio Colombo (1920),  Giulio Andreotti (1919) e altri, diede  un notevole contributo politico e morale a quello che fu il RICONOSCIMENTO GIURIDICO dell’Ens come Associazione di Rappresentanza e tutela dei sordi italiani con la Legge 698/50 che sostituì  la Legge 889/42.

È fondamentale sottolinearlo perché CON QUESTA LEGGE PIONIERISTICA e per certi aspetti RIVOLUZIONARIA, lo Stato RICONOBBE AI SORDI ITALIANI (ENS) COMPITI DI RAPPRESENTANZA E TUTELA, dunque di capacità di AUTOGESTIONE dei sordi stessi eletti democraticamente, CONSAPEVOLI PROTAGONISTI della società; valori sacrosanti che oggi sono rimessi in discussione da certuni, da una politica opportunistica scellerata  che mette a dura prova le nostre conquiste storiche costate sacrifici e impegno. Sotto la sua presidenza, nel 1995 fui  eletta a Ponte S. Giovanni (Perugia) alla guida dell’Ens insieme a Manlio Marcioni, Sebastiano Manciagli, Franco Zatini, Giovanni Gorgoglione e Angelo Santoro.

Con Scalfaro Presidente della Repubblica, sono stati insigniti di onorificenze a vario livello numerosi dirigenti soci del tempo distintisi per il loro operato e impegno nel lavoro e nel sociale:
Graziani L.  Pigliacampo R.  Massimino A.  Vaccaro P.  Nisi A. Pedrali F.  Schimmer R.  Poletti R.  Gamba G. Vallotti G.  Piccigallo F.  Cocino A.  Reale E.  Randazzo A.  Piccinato F.  Dentamaro N.  Magarotto C.  Gorgoglione G.  Longo T.  Andreottola  M.  Aglini R.  Zanazzi A.  Avogadro P.  Casella N.  Santoro A.

Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri negli anni 54’ 55’ sotto il Governo Scelba;  Sottosegretario al Ministero della Giustizia negli anni 55’ 58’ nel governo Segni/Zoli; Sottosegretario al Ministero dell’Interno dal 59’ al 62’ nel governo Segni/Tambroni/Fanfani; Ministro dei Trasporti e dell’Aviazione Civile  negli anni 66’ e 68’ sotto il Governo Moro/Leone; nel 72’  Ministro della Pubblica Istruzione con il Governo Andreotti;  Ministro dell’Interno con i Governi Craxi/Fanfani. Nell’aprile del 92′ viene eletto Presidente della Camera dei Deputati  e nel maggio dello stesso anno Presidente della Repubblica, carica che ricoprì fino al 1999.

Un’intera vita passata nelle più alte Istituzioni, un Padre della Patria, uno strenuo difensore della Carta Costituzionale, dei valori cristiani e della laicità dello Stato.

Il suo settennato è stato certamente il più difficile e drammatico della storia repubblicana del nostro Paese travolto da tangentopoli con  drammatiche e preoccupanti ripercussioni sul piano politico, sociale, morale ed economico.

Come ebbe Lui stesso  a scrivere nella prefazione di  Le radici della democrazia   “… Libertà e democrazia sono valori che richiedono grande umiltà per viverli nella verità …” , alla veneranda età di 93 anni sentiva la sofferenza e la gioia del cammino compiuto, fatto di piccole conquiste, ma anche di grandi delusioni di fronte a un popolo di millenaria  tradizione cattolica ma anche di tradizione laica.

Alla figlia Marianna, insieme a tanti fratelli e sorelle del Silenzio, giungano i sentimenti di sincero cordoglio insieme alla  gratitudine profonda per quanto da Lui fatto in termini di impegno politico profuso  a favore dei Sordi italiani per migliorare la loro  qualità della vita attraverso l’istruzione, la formazione e il lavoro.

Grazie presidente, resterà nei nostri cuori!

Ida Collu 

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 La storia dell'Ente Nazionale Sordi libro