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Lingua dei segni, l´alternativa alla comunicazione verbale

Lingua dei segni, l´alternativa alla comunicazione verbale

Viene utilizzata soprattutto dalle persone sorde, ma è utile anche a chi ha perduto l´uso della parola. A sostenere il progetto la Fondazione Rana onlus

VERONA. Capirsi con i gesti. Non è una banalità ma un vero linguaggio che veicola i propri significati attraverso un sistema codificato di gesti delle mani, espressioni del viso e movimenti del corpo. A servirsene sono soprattutto le persone sorde ma può essere utilizzato anche da persone con disabilità che hanno perso l´uso della parola. A questa lingua, in sigla Lis, è dedicato il corso di base di lingua dei segni italiana che si svilupperà in un ciclo di lezioni teorico-pratiche che inizieranno a settembre e saranno tenute da due docenti sorde native, di madrelingua Lis, con importanti esperienze di insegnamento in diversi corsi, anche nelle università.

Sono previste 42 ore di corso, suddivise in incontri settimanali di tre ore ciascuno. Le lezioni si svolgeranno al Liceo artistico Nani Boccioni in via delle Coste 6. Martedì 24 aprile, dalle 15 alle 18, si terrà l´incontro introduttivo del corso di base di Lingua dei Segni Italiana, nell´aula magna del liceo, con traduzione italiano-Lis. Gli interventi avranno come tema «Sordità. Lingua italiana e lingua dei segni italiana». Parteciperanno il professo Sergio Ambroggi dirigente scolastico del «Nani Boccioni», la dottoressa Debora Musola, linguista, collaboratrice dell´Università Ca´ Foscari di Venezia, socia fondatrice della Cooperativa Logogenia, di cui è vicepresidente e la dottoressa Virginia Volterra, storica dirigente di ricerca del Cnr, che coordina progetti di ricerca sull´acquisizione e lo sviluppo del linguaggio in bambini con sviluppo tipico o ritardo cognitivo o deficit sensoriali.

Il corso, spiega Antonella Paternò Rana, vicepresidente della Fondazione Rana onlus (di cui è presidente Giovanni Rana), promotrice e sostenitrice dell´iniziativa, «ha lo scopo di contribuire a superare le barriere di comunicazione tra persone sorde e udenti e consentire lo scambio di esperienze e la crescita delle amicizie con le persone in difficoltà di ascolto e si rivolge a tutti coloro che sono interessati a comunicare con i sordi, come genitori, familiari o amici di persone sorde, insegnanti, operatori scolastici, assistenti alla comunicazione e così via, a conoscerli, a scambiare esperienze ed a facilitare il loro inserimento nella vita sociale». La richiesta di iscrizione va inviata entro il 20 aprile tramite posta elettronica a doffinid@tin.it oppure tramite fax allo 045.569270 alla professoressa Donatella Doffini, liceo artistico di via delle Coste 6 Verona.

La scelta del liceo Nani Boccioni, precisa Antonella Paternò Rana, «è nata perchè la scuola ha saputo accogliere ed integrare i ragazzi sordi. In alcuni casi, imparare la lingua dei segni ha consentito la comunicazione, ha favorito l´apprendimento, ha valorizzato rapporti di amicizia e fatto crescere la cultura di base e i contenuti delle varie discipline. La lingua italiana dei segni, inoltre, suscita l´interesse per i simboli, i loro significati e la struttura linguistica».


«La Lis evita l´isolamento e il ritardo cognitivo, l´Italia deve riconoscerla»

VERONA. La dottoressa Virginia Volterra è un punto di riferimento italiano ed internazionale nell´ambito delle lingue dei segni. Storica dirigente del Cnr, ha effettuato ricerche pionieristiche sulla lingua dei segni usata dai sordi, proseguite nel corso degli anni, che hanno contribuito ad una più approfondita conoscenza e ad una corretta diffusione di questa lingua in Italia.

Nel 2003 l´Associazione Nazionale e la Federazione Mondiale dei Sordi le hanno conferito un premio per il suo impegno in questo settore. Membro del comitato editoriale di numerose riviste scientifiche in Italia e all´estero e di diverse ed importanti associazioni professionali del settore. Autrice di oltre 150 pubblicazioni e monografie a livello nazionale e internazionale in ambiti diversi, dalla linguistica alla psicolinguistica, alla psicologia dello sviluppo alla neuropsicologia.

«Cercherò di far capire perchè c´è tanto interesse per la lingua dei segni», anticipa la dottoressa Volterra che parteciperà alla presentazione di martedì al «Nani Boccioni», «come si è diffusa e perchè. L´Italia dovrebbe ormai rendere operativa la convenzione ratificata con l´Onu affinché la Lis venga considerata una vera lingua, da rispettare come le altre». La Lis può essere un grande sostegno per l´apprendimento nei bambini sordi, continua la professoressa Volterra, «perchè evita l´isolamento e quindi il ritardo cognitivo. Oggi ne siamo più consapevoli e, grazie alla Lis, dialoghiamo molto di più con le persone sorde. La Lis è stata adottata anche in televisione, per i telegiornali e per le trasmissioni elettorali. La sua utilità ormai è indiscussa. Basti pensare che fino a pochi anni fa i laureati sordi si contavano sì e no sulle dita di una mano mentre oggi ce ne sono a centinaia, grazie alla presenza dei traduttori negli atenei».

La Lis rappresenta un modo alternativo di comunicare ma molto valido, conclude la dottoressa Volterra. «Tra l´altro non comporta grossi sforzi per apprenderla e praticarla». Per saperne di più si può consultare il sito www.lissubito.com. (E.CARD.)

Fonte: L’Arena 22 aprile 2012