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Nuovo Dizionario delle disabilità, dell’handicap e della riabilitazione

Nuovo Dizionario delle disabilità, dell’handicap e della riabilitazione. Prefazione alla seconda edizione.
Nella prima edizione del 2003 precisavo di non aver scritto un “Vocabolario” ma un “Dizionario”. C’è una differenza: i vocabolari hanno genesi dalle parole, che entrano nelle orecchie ed escono dalla bocca […]. Poche volte transitano per il cervello. Il dizionario, pur essendo composto di parole, ha la rara umiltà di bussare alla porta cerebrale. Almeno io la vedo così. E riconosco che è schiettezza e coraggio, permettetemelo, scrivere un dizionario quando basta digitare su un minicomputer portatile la parola cercata, per averne pronto il significato.

È documento nel testo che le parole considerate rientrano per lo più nei termini della disabilità, della metodologia specializzata e non, della didattica per le persone problematiche, che presentano uno svantaggio iniziale focalizzato nelle psiche, spesso coinvolgendo indizi psichiatrici, sensoriali, educativi   […]. Ma mentre lavoravo sul campo mi hanno incuriosito nuovi termini, sollecitandomi ad aprire porte per individuare nuove parole  […]. Perché ciascuna parola, per me, è una finestra per conoscere meglio il mondo. Io, cultore della lingua dei segni, con la capacità di utilizzarla con le persone sorde o con difficoltà di produrre codici verbali, mi sono offerto d’aprire, anzi spalancare, ogni pertugio dei miei sensi per vedere e provare sensazioni inconsuete, non ripetitive; ho quindi “spogliato” la parola dei significati obsoleti, psittacistici, per intraprendere, col mio lettore, un dialogo nuovo … forse col supporto inconscio del segno per comprendere meglio la parola presentata.

Il lavoro non mi avrebbe soddisfatto se mi fossi limitato a catalogare lessemi senza un’attenta individuazione dei significati, affrontandoli a livello di comparazione e ricerca, anche al di fuori delle mie discipline socio psicopedagogiche e psicolinguistiche   […]. Le parole scelte rappresentano anche l’evoluzione socioculturale dell’autore nel tempo: mentre questa si realizzava, non solo conoscevo meglio il contenuto della parola esaminata ma, per molte di esse, anche l’influenza che avevano su di me.

La Presidente dell’Ente Nazionale Sordi, Ida Collu, presentando la mia prima edizione dell’opera, affermava che la lettura del testo permetteva di imbattersi in un percorso emozionale e socioculturale di parole che aprivano orizzonti di rinnovamento sulla visione dell’handicap in generale e sull’autore stesso proteso nello sforzo di “spiegare” gli innumerevoli tabù presenti nella società.

I lettori hanno compreso lo sforzo, la passione che ravvisano il mio lavoro. Il consenso mi ha indotto ad ampliare la prima stesura. La finestra aperta, anzi spalancata sulla società, e su quel che ruota intorno ai cosiddetti “diversi”, mi ha stimolato ad arricchire la seconda edizione, rispettandone lo spirito iniziale.

Concludo con le stesse parole della Prefazione alla prima edizione: «L’intenzione era aprire uno strumento di consultazione per permettere la conoscenza della disabilità, dell’handicap e della riabilitazione […]». Se ci sono riuscito un poco, voila!, è un passo avanti verso la meta che avevo previsto: spogliare la parola dall’incrostazione psittacistica e pregiudiziale per rivestirla a nuovo, affinché i giovani, attraverso la conoscenza reale dei significati, interpretino la loro primavera per un effeta! (apriti) “per segui virtute e canoscenza” (Dante) .

Renato Pigliacampo  re157

Autore: Renato Pigliacampo
Testo: Nuovo Dizionario della disabilità, dell’handicap e della riabilitazione. Armando Editore Roma, 2009, pp. 414.

PER SAPERE DI PIU’

Sito ufficiale di Renato Pigliacampo

Dizionario 1^ Edizione

Metodo Pigliacampo


«Bisogna avere il coraggio di amare il Silenzio, scritto con la S maiuscola, perché dietro, tout-court,  c’è tutto un mondo di persone “meravigliosamente speciali”, vale a dire bambini e adulti che non possono udire intelligibilmente la parola tramite la percezione acustica. Nel corso dei secoli, a seconda dei momenti, sono stati indicati: sordomuti, sordi, sordastri, non udenti, maleudenti, anacusici, ipoacusici, audiolesi, deboli d’udito, duri d’orecchio, cofotici. Io li chiamo semplicemente persone del Silenzio, miei fratelli: e so che,  pronunciandone il nome, mi attribuisco il merito di far parte di quel mondo migliore, che procede con una marcia in più.» (Renato Pigliacampo da Pensieri e riflessioni sul Silenzio)
«La storia è testimonio dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra della vita» (Cicerone)
«La storia non è utile perché in essa si legge il passato, ma perché vi si legge l’avvenire» (M.D’Azeglio)
«Bisogna ricordare il “passato” per costruire bene il “futuro”» (V.Ieralla) .
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“Storia dei Sordi. Di Tutto e di Tutti circa il mondo della Sordità”, ideato, fondato e diretto da Franco Zatini

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