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La creatività nelle persone sorde

La creatività nelle persone sorde. Tesi di Anna Sonia Cusmai. Quando, nella Biblioteca “Benefica Cardano”, ho preso in mano la tesi di laurea di Anna Sonia Cusmai, mi ha colpito la dedica da lei scritta a matita nella prima pagina interna del semplice volumetto, in formato A4, da lei battuto su PC e poi fatto rilegare con una copertina azzurra.

Ecco il testo della dedica:
«Oggi – 3/10/2012 – vi regalo la mia tesi per ringraziarvi di questi tre anni in cui mi avete insegnato molto, perché questi tre anni li porterò sempre nel cuore. Avrei mille cose per cui ringraziarvi e mille cose da dirvi, ma a volte basta una sola parola per far capire ciò che si ha dentro il cuore: GRAZIE DI VERO CUORE. Un bacione. Anna Cusmai»

La tesi, sostenuta alla Facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, davanti al Chiar.mo Prof. Alessandro Antonietti, anno accademico 2011/2012,  con titolo «La creatività nelle persone sorde», si compone di una breve “Introduzione”, dove chiarisce che, avendo frequentato un corso per imparare la LIS (Lingua dei Segni Italiana), quell’esperienza triennale l’ha resa “una persona più ricca” e la sua ipotesi di partenza è che una persona sorda «…abbia una creatività maggiore rispetto a una persona udente».

Seguono tre capitoli. Nel primo capitolo, “La creatività”, la Cusmai sostiene che ci sono diverse definizioni di tale termine, e si esprimono in evoluzionistica o come perfezionamento del preesistente, ma anche come Associazione, ed elenca i vari metodi di ricerca creativa: psicometrici, sperimentali, biografici, storici e biometrici.

Nel secondo capitolo, “Lo sviluppo creativo delle persone sorde”, dopo avere sintetizzato i vari aspetti della sordità (lieve, media, grave e profonda), espone la teoria della mente (ToM) che ha interessato molti studiosi per molto tempo, ma solo dopo gli anni novanta si è approfondito il concetto, giungendo alla constatazione che «… alcuni bambini sordi sviluppano la teoria della mente più lentamente rispetto ai bambini udenti, ma in seguito risultano avere le medesime capacità».

Nel terzo capitolo, dopo avere fornito in precedenza un’idea generale dell’estro, espone in “La creatività nelle persone sorde”, la Cusmai si basa su ricerche effettuate con diversi strumenti, dove «… si può costatare come le persone sorde in tali test abbiano ottenuto dei punteggi lievemente superiori agli udenti nella flessibilità, mentre molto superiori per quello che riguarda l’elaborazione…», e per quanto concerne la creatività linguistica, la neo dottoressa rimarca che tale creatività “… viene creata attraverso l’uso di una lingua che non necessariamente deve essere orale…” e, nella sua “Conclusione” ha notato come la creatività deve essere considerata in tutte le sue sfaccettature, e comunque le persone sorde non hanno un deficit nelle competenze cognitive, e per dimostrare meglio come si è  orientata per la tesi, elenca in quattro esaurienti pagine la Bibliografia delle sue ricerche.
Recensione di Marco Lué – nw102 (2014)

PER SAPERE DI PIU’
Università Cattolica del Sacro Cuore
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«La storia è testimonio dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra della vita» (Cicerone)
«La storia non è utile perché in essa si legge il passato, ma perché vi si legge l’avvenire» (M.D’Azeglio)
«Bisogna ricordare il “passato” per costruire bene il “futuro”» (V.Ieralla)
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“Storia dei Sordi. Di Tutto e di Tutti circa il mondo della Sordità”, ideato, fondato e diretto da Franco Zatini